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Notiziario n. 23 - Inverno 2001


Il problema dell'inquinamento luminoso (Seconda parte)

di Silvano Minuto (Federazione Nazionale Pro Natura)

(Segue dal numero precedente)

Esasperazioni del mercato

In queste note non parleremo dei danni all'ambiente, alla fauna, alla flora, della distruzione dell'ecosistema, della perdita del ritmo biologico degli animali che devono sottostare ad illuminazioni innaturali e della perdita della visibilità del paesaggio notturno. Tutte cose già dette e ripetute ma non ascoltate. Si parlerà principalmente dei pericoli che un'illuminazione irrazionale può provocare alla "circolazione stradale". Visto che in questo settore ne va della nostra sicurezza e della vita di numerose persone, speriamo proprio che le indicazioni suggerite vengano prese seriamente in considerazione. È però doveroso fare una breve riflessione sulle strategie di mercato. Evidentemente i tecnici del settore devono fare i conti con il budget loro assegnato e si sa che i risultati vanno raggiunti o migliorati e che ogni insuccesso è visto come atto negativo che pregiudica la carriera.

Un esempio della tensione esistente nel settore si è potuta constatare durante un recente Workshop svoltosi a Torino: L'illuminazione pubblica comunale: un settore in evoluzione tra nuove opportunità tecniche, gestionali e di mercato - 29 Novembre 1999. Questi convegni sono sempre a senso unico e non vengono mai invitate le controparti. La tensione tra i partecipanti era palpabile e tutti hanno cercato di far ben figurare le proprie iniziative e quindi aver maggior peso sul mercato. Le nostre richieste di moderazione nelle illuminazioni non sono state gradite; ad esempio un rappresentante di una Società produttrice di energia elettrica (ne erano presenti naturalmente diversi) ha affermato quanto segue: "ebbene... i ragazzi ormai non vedono più i polli e le mucche vive e quindi anche se non vedono più le stelle cosa importa: si vive lo stesso".

Quando per giustificare la vendita di energia non strettamente necessaria, si arriva a questo tipo di conclusioni, vuol dire che la spinta economica è superiore a qualsiasi altra considerazione di buona gestione del territorio. È vero che i ragazzi vivono lo stesso, però è anche vero che quando diventeranno grandi e magari insegneranno le loro esperienze ai più giovani non sentiranno più il bisogno di parlare delle stelle, della natura, dell'universo. L'importante è che non sappiano più pensare e quindi contrastare le iniziative irrazionali.

Un altro partecipante, che rappresentava una Associazione di categoria ha fatto poi notare che "illuminando i monumenti durante la notte è possibile, magari, mettere in risalto dei particolari non visibili di giorno". Questa seconda affermazione rappresenta molto bene la necessità di trovare delle giustificazioni allo scempio che si sta facendo. Molti monumenti vengono illuminati male e in maniera sgradevole e anche nei periodi in cui nessuno li vede. L'affermazione non merita nessun commento (anche l'oratore nel pronunciare queste parole sembrava imbarazzato).


Scarso progresso tecnologico

Faro sul Monte Mottarone
Faro sul Monte Mottarone (VB)
[dal sito Cielo Buio]
 
C'è anche da notare una situazione difficilmente spiegabile riguardante lo scarso sviluppo tecnologico che hanno subito gli impianti di illuminazione esterna negli ultimi 20 o 30 anni. Mentre ad esempio nel comparto automobilistico il progresso è stato enorme (basti pensare ai fari di 20 anni fa e a quelli moderni per riscontrarvi una tecnologia che ha fatto passi da gigante), nel campo che ci interessa (salvo per quanto riguarda le lampade) è stato irrilevante. Ci si accontenta di utilizzare i prodotti esistenti sul mercato, molto spesso provenienti dall'estero, senza rendersi conto che il settore potrebbe procurare all'Italia migliaia di nuovi posti di lavoro.

Il primo che riuscirà ad imporre una nuova o più moderna tecnologia avrà in mano un mercato con un fatturato che solo per l'Italia è quantificato in decine di migliaia di miliardi. Il parco pubblico conta 8 o 9 milioni di apparecchi installati e quello privato è certamente rilevante. Rischiamo di perdere anche il poco mercato nazionale che ci rimane. La mancanza di tecnologia adeguata è ancora più strana in quanto i prezzi di listino di questi apparati sono superiore a quelli praticati per i fari delle automobili.

Per rendersi conto di questa situazione basta osservate che anche i nuovi impianti, molto spesso, disperdono la maggior parte della luce sulle facciate della case e che la parte che colpisce il manto stradale è solo una percentuale assai ridotta del totale. Nei vari congressi e convegni, dove purtroppo si continuano a ripetere sempre le stesse cose, nessuno ha mai parlato delle iniziative per un miglioramento tecnologico dei prodotti.


Iniziative di mercato

La situazione in cui verte l'illuminazione esterna permette che sul mercato intervengano degli operatori, magari a livello globale, che propongano delle soluzioni che spesso sono in contrasto con le più elementari norme di salvaguardia dell'ambiente e del territorio. Vediamone alcune:

Ultima in ordine di tempo, ma che verrà senz'altro superata tra pochi giorni, è la possibilità di acquistare o noleggiare in Francia, Italia e Inghilterra dei palloni aerostatici luminosi (con emissione in tutte le direzioni anche fino a 2000 watt di potenza). Sembrerebbe la solita notizia balzana, ma invece è proprio vero, basta consultare il sito internet http://www.jle-light.com.

Molte di queste iniziative sono suggerite o anche sponsorizzate dagli addetti ai lavori. Vengono illuminate zone di alta montagna, parchi e percorsi religiosi senza tener conto che così si distruggono degli ecosistemi. Le illuminazioni sono poi protratte anche nelle ore in cui questi luoghi non vengono frequentati o la visione dell'illuminazione ha poco o scarso interesse o addirittura risulta contraria alle norme del codice della strada.


Più luce vuol dire vederci meglio?

Prima di affrontare il grave problema della circolazione stradale notturna, è necessario soffermarsi su alcuni principi e regole per una illuminazione efficace.

Quando si parla di questo settore, i costruttori di impianti generalmente non tengono conto che per illuminare bene una strada o una città si deve ragionare molto di più in termini di visibilità che di illuminamento. Il nostro occhio è uno strumento eccezionale con una sensibilità che può essere molto elevata, sempre che non intervenga il fenomeno dell'abbagliamento o dell'inquinamento ottico (luce diffusa).

Un esempio chiarirà meglio il concetto. Esaminiamo due situazioni che si possono riscontrare molto spesso nelle nostre città:
- 1 situazione: illuminiamo una strada con le classiche lanterne o sfere non schermate, con una quantità di flusso luminoso che porti ad un risultato di circa 20 lux sul piano (il lux è la misura del flusso luminoso);
- 2 situazione: illuminiamo lo stesso tratto di strada con apparecchi schermati per avere un illuminamento di circa 3 lux sul piano.

Percorriamo il tratto di strada nelle due situazioni e... vedrete come la visibilità sarà migliore nel caso dell'illuminazione con i 3 lux! Questo perché un ottica schermata non abbaglia il vostro occhio e quindi la sensibilità visiva risulta molto più elevata. La sensibilità dell'occhio lavora in scala logaritmica.

Per avere un riscontro provate a passeggiare in un bosco con solo la luce della Luna piena. Ebbene si riesce ad avere una discreta visibilità anche con i soli 0,27 lux che la Luna ci offre!

Quindi quando si progetta un impianto di illuminazione è fondamentale tenere presente il concetto di visibilità.


Costo economico

Adesso proviamo a valutare sotto il profilo economico i due esempi sopra descritti:
- lanterna o sfera = circa il 50% del flusso viene disperso verso l'alto con conseguente abbagliamento; discreta visibilità con 20 lux sul piano;
- ottica schermata = circa il 95% del flusso viene rivolto verso il piano stradale, senza abbagliamento; buona visibilità con 3 lux sul piano.

Quindi con un'ottica schermata si ottiene una buona visibilità con 1/12 (un dodicesimo) di energia rispetto all'uso delle lanterne o sfere, con cioè solo l'8,3% di energia. Un risparmio del 91,7%.

L'area di Malpensa 2000
L'area di Malpensa 2000
[dal sito Cielo Buio]
 
Nella realtà le nostre città sono illuminate senza tenere conto di questi criteri, e nella pratica corrente, i costruttori realizzano i nuovi impianti avvicinandosi al massimo dei livelli di illuminazione e spesso, già che ci sono, abbondano. Un utente che ad esempio passa da una via con una illuminazione studiata sui livelli massimi ad una illuminazione schermata di buon livello si ritrova quasi al buio fino a quando l'occhio non si è abituato alla minore luminanza. Per questi motivi si susseguono le lamentele dei cittadini che chiedono più luce. Si innesca così una spirale verso l'alto che non porta a nessun beneficio in fatto di visibilità ma certamente ad un maggior costo economico.

Un altro fatto è intervenuto recentemente ed ha portato ad una situazione di visibilità delle nostre città veramente critica. Cosa è successo? Alcuni anni fa si è riscontrato un peggioramento della visibilità stradale dovuto alla luce diffusa dei nuovi impianti di illuminazione esterna. Anziché intervenire sulle cause si è preferito procedere ad un innalzamento della potenza dei proiettori delle autovetture. Le nuove automobili immesse sul mercato hanno fari molto più potenti delle precedenti e nella stragrande maggioranza dei casi (almeno il 50%), le cosiddette "mezze luci", risultano ai limiti dell'abbagliamento. Come conseguenza, siccome nell'ambito cittadino vengono utilizzate proprio queste luci, i pedoni risultano colpiti direttamente dai fari e perdono quindi la loro capacita visiva. Con questo intervento sono stati messi fuori uso la maggior parte delle illuminazioni esterne. La soluzione a questo problema è difficile, anche se dei miglioramenti sono possibili. Per superare la luce emessa dai fari delle autovetture occorre introdurre un'illuminazione che crea indirettamente dell'altro abbagliamento.

Sarebbe stato più corretto mantenere i vecchi livelli dei fari delle automobili da utilizzarsi nei percorsi cittadini e prevederne degli altri per quelli esterni.


Attenti agli occhi

È fondamentale, nella circolazione stradale, mettere il conducente nelle migliori condizioni di visibilità e questo in modo particolare nella guida notturna. Ricordiamo che i costi economici che il nostro Paese deve sostenere ogni anno per incidenti stradali ammontano a circa 42.000 miliardi di lire (dati 1999).

Ogni incidente mortale equivale ad una spesa di circa 2 miliardi (al costo degli ospedali, delle riparazioni dei veicoli e delle strutture stradali, dell'intervento della polizia e dei mezzi di soccorso, delle spese previdenziali e assicurative e i dei mancati redditi delle vittime). Naturalmente i costi economici, oltre al danno sociale, in caso di infortunio permanente sono ancora più elevati.

Da un'indagine condotta dalla Commissione Prevenzione Difesa della Vista è emerso che un italiano su quattro guida l'auto senza vederci bene (e molti senza neppure saperlo).

L'ottanta per cento delle informazioni che gli automobilisti utilizzano per guidare vengono trasmesse dalla vista. Quindi, per garantire la propria incolumità e quella degli altri è necessario poter contare sul massimo rendimento visivo e disporre di un ambiente adatto alla circolazione. Per quanto riguarda le condizioni personale è opportuno farsi controllare la vista regolarmente ed iniziare i viaggi in buone condizioni fisiche. Per l'ambiente i miglioramenti possibili sono notevoli anche se ci si trova in presenza di situazioni atmosferiche difficili. Prima di provare a proporre delle soluzioni, elenchiamo brevemente quali sono nel complesso i parametri da considerare.

A) Efficienza visiva
Dipende da abilità percettivo-visive, che variano a seconda del contesto in cui ci si trova. Per chi guida vengono messe continuamente alla prova:
- le percezioni della profondità e degli oggetti in movimento;
- l'ampiezza del campo visivo (possedere un campo visivo molto ampio, tale da vederci su un orizzonte di 140°, 70° a destra e 70° a sinistra, senza dover spostare lo sguardo o la testa. Fondamentale nei sorpassi);
- acutezza visiva dinamica (capacità di riconoscere, mentre si è in movimento, chiaramente ed alla corretta distanza, un'automobile o una persona);
- percezione della profondità (capacità di valutare la distanza relativa fra gli oggetti, o tra un oggetto e il guidatore, specialmente quando ci vengono incontro, si incrociano o viaggiano a fianco);
- la capacità di coordinamento simultaneo (capacità di dirigere facilmente e automaticamente ambedue gli occhi sullo stesso oggetto; gli occhi devono muoversi insieme come in coppia);
- accomodazione (capacità di cambiare rapidamente e facilmente il fuoco degli occhi da un soggetto lontano ad uno vicino);
- il grado di adattabilità all'oscurità (visione notturna e capacità di vedere con scarsa illuminazione; inoltre, in caso di fari alti, di riprendersi rapidamente dall'abbagliamento);
- la percezione corretta dei colori.
Quando si guida a forte velocità la vista subisce delle alterazioni. A 110 km all'ora: diminuisce la visione laterale (è come essere in un tunnel), il fuoco dell'attenzione si sposta in avanti (e così si perdono i dettagli degli oggetti vicini), la percezione della profondità diventa più difficile.

Panorama notturno di Bergamo bassa
Panorama notturno di Bergamo bassa
[dal sito Cielo Buio]
 
B) Abbagliamento e inquinamento ottico
La guida notturna è più pericolosa di quella diurna, soprattutto a causa degli abbagliamenti. Perché gli occhi possano captare la luce e produrre la visione, l'organismo fornisce loro una sostanza chiamata rodopsina o porpora visiva di colore rosso molto intenso, che funziona da materiale sensibile. Questo liquido sbianca molto rapidamente se esposto alla luce. La luce abbagliante dei fari e dell'illuminazione male orientata distrugge tutta la riserva accumulata, provocando una cecità di qualche secondo, che cessa quando l'organismo torna a produrre nuovamente una quantità sufficiente di rodopsina. Un abbagliamento può quindi essere pericolosissimo, se si pensa che ai 120 km/h si percorrono circa 33 metri al secondo. Inoltre, la sensibilità di colorazione della retina si modifica al modificarsi dell'illuminazione dell'oggetto osservato. Questo adattamento non è istantaneo, ma richiede un certo tempo. Avviene molto più rapidamente se si passa dall'osservazione di oggetti pochissimo illuminati all'osservazione di oggetti moltissimo illuminati che in senso contrario. L'adattamento completo dai due estremi di sensibilità richiede nel primo caso pochi minuti, nel secondo caso circa un'ora. Questo vuol dire che passando da una zona fortemente illuminata ad un'altra con luminosità normale o non illuminata si ha una perdita molto forte del potere visivo. Abbiamo condotto degli esperimenti, utilizzando in mancanza di altro dei metodi empirici, per verificare il degrado della nostra vista quando queste situazioni si ripetono in continuazione nell'arco di periodi non troppo lunghi. Abbiamo chiamato questo fenomeno "stress da abbagliamento" e in alcuni casi siamo stati costretti non solo a rallentare l'andatura ma addirittura a fermare l'autovettura. Ricordiamo che gli abbagliamenti sono causati dagli impianti fissi, dai fari delle autovetture e che non avvengono solo per visione diretta delle luci ma anche ogni qualvolta il livello di illuminazione al suolo risulti superiore a quello dei fari utilizzati dai mezzi di trasporto.

C) Situazione atmosferica
Esaminiamo ora una situazione con presenza di pioggia, foschia o nebbia. In questo caso la circolazione stradale diventa ancora più difficile. Come è noto, questi fattori e in particolare la nebbia attenuano la luce in modo esponenziale (coefficiente di estinzione), e quindi anche la distanza di visibilità. La diffusione della luce emessa dai proiettori di un'autovettura provoca un'ulteriore riduzione della distanza di visibilità in quanto porta alla creazione di una luminanza di velo davanti agli occhi del guidatore (il cosiddetto "muro bianco"). Questo fenomeno è dovuto alle minuscole goccioline d'acqua che compongono la nebbia. Ciò avviene anche per la luce emessa da un impianto di illuminazione, la cui presenza in queste condizioni può essere controproducente in quando aumenta la luminanza di velo e crea nel guidatore un effetto psicologico di maggior sicurezza, con la conseguente "spinta inconscia" ad aumentare la velocità oltre limiti ragionevoli. Deve inoltre essere notato che la luminanza di velo riduce la visibilità degli oggetti sulla strada, e quindi anche l'efficacia della segnaletica passiva (non dotata di illuminazione propria).

D) Situazione ambientale
Come già detto in precedenza, negli ultimi anni un nuovo fenomeno è subentrato a rendere più difficile la circolazione stradale ed è quello causato dagli impianti di illuminazione che anziché dirigere la luce verso il suolo la disperdono lateralmente. Questa illuminazione si propaga a grandissima distanza ed è causa di una luminosità diffusa che permea tutto il territorio. Dove la luminosità risulta più concentrata si può osservare un fondo continuo e luminoso all'orizzonte o comunque nel raggio di visibilità del conducente. Questo nuovo fenomeno provoca delle situazioni che sono molto simili a quelle che si riscontrano in presenza di nebbia, foschia e pioggia e se naturalmente questi fattori sono già presenti vengono ulteriormente accentuati.

E) Scarsa visibilità dei segnali
Molto è stato fatto in questo settore. Sono stati condotti studi accurati che hanno stabilito in termini numerici la percentuale di contrasto tra segnale e ambiente e tra leggende e fondo del segnale, correlando il livello di luminanza dei segnali e delle leggende alla quantità di luminanza presente nell'ambiente. Purtroppo la nuova situazione ambientale in molti casi annulla la visibilità dei segnali che spariscono inghiottiti dal fondo diffuso. Le soluzioni adottate (fari intermittenti - nuove luci) spesso non risolvono il problema. È abbastanza evidente che se un segnale viene illuminato da dietro perde molto della sua efficacia fino a diventando una sagoma indistinta.

F) Attrazione fatale
I nostri occhi fungono da ricettori del mondo esterno mandando una quantità notevole di informazioni al cervello. Questo organo reagisce prontamente ad ogni segnale di una certa intensità facendo compiere al guidatore un atto involontario che in pratica si trasforma in una specie di attrazione verso l'origine dello stimolo. La circostanza è ben conosciuta da chi fabbrica cartelloni pubblicitari o fari rotanti. Le diverse combinazioni di colori e i movimenti della luce fanno aumentare l'attenzione.

G) Manutenzione stradale
Come detto in precedenza, la luce diffusa sul territorio tende a far sparire il contrasto e quindi a ridurre la visibilità sulle strade.A questo proposito è importante che sulle stesse si eseguano manutenzioni continue. Sono fondamentali non solo le riparazioni del manto stradale ma anche la manutenzione di tutta la segnaletica compresa quella al suolo. Fondamentale risulta anche la sistemazione dei catarinfrangenti (rossi e bianchi) che delimitano le carreggiate. Purtroppo ogni volta che si procede al taglio dell'erba vengono danneggiati e solo saltuariamente si procede al ripristino.


Luce e illuminazione

La situazione in cui si trova l'illuminazione esterna è da imputare ad un complesso di cause. Prima fra tutte è la scarsa conoscenza dei problemi ad essa legati e poi la mancanza di tecnici del settore che possano servire da guida per gli altri. Salvo rare eccezioni, non esistono manuali pratici che permettano di prendere visione delle caratteristiche di un impianto rispetto ad un altro. Nella vicina Svizzera, chi produce e commercializza prodotti illuminotecnici ha a disposizione una struttura composta da alcune gru che si muovono avanti e indietro su vecchie rotaie tranviarie. Gli apparecchi di illuminazione vengono montate sulle gru (alzandoli ed abbassandoli a piacere) e gli amministratori comunali o i privati possono verificare di persona la bontà dei prodotti. In questa struttura è anche possibile simulare situazioni atmosferiche negative. Un computer poi stampa un tabulato contenente tutti i dati tecnici dei prodotti eventualmente scelti, corredandolo con le indicazioni riguardanti i consumi energetici.

Da noi tutto è molto approssimativo e i riscontri sulle installazioni, se e quando vengono fatti, sono sempre a posteriori. Molto spesso chi vende e acquista i prodotti è inconsapevole del danno provocato e della scarsa o parziale inutilità degli impianti predisposti.


Da visitare su Internet


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